La concavità in questa visualizzazione
Una curva è convessa (∪) in un intervallo in cui la pendenza è strettamente crescente, e concava (∩) dove è strettamente decrescente. Per f derivabile, la convessità significa anche che la tangente ruota in senso antiorario all’aumentare di x e che la curva sta sopra ogni tangente e sotto ogni corda dell’intervallo, tranne nei punti di incontro. La concavità inverte tutte e tre le proprietà. Molti libri partono dalla definizione tramite corde, per f continua sull’intervallo e due punti qualsiasi al suo interno:
Il grafico superiore mostra f, la tangente in P e tangenti corte distribuite lungo la curva. La zona giallo chiaro fra la curva e la tangente in P ne mostra la distanza. Il grafico inferiore rappresenta f″ e la fascia fra i due indica ogni intervallo con ∪ o ∩.
Se su un intervallo, allora è strettamente crescente e la curva è convessa. la rende concava. La condizione è sufficiente, non necessaria: è convessa su tutta la retta anche se . Quindi la fascia descrive un intervallo, non il segno di f″ in ogni punto.
Perché la tangente ruota? Il suo angolo φ con l’asse x soddisfa , quindi
Questa espressione ha il segno di f″, quindi con f″ > 0 la tangente ruota in senso antiorario. Il suo valore non dipende solo da f″: dove la curva è ripida, lo stesso f″ fa ruotare lentamente la tangente. L’arco giallo in P indica il verso e la velocità di rotazione in quell’istante, non l’angolo percorso più avanti. La curva resta sopra la propria tangente in a perché . Mentre la pendenza aumenta, l’integranda ha il segno di t − a, perciò l’integrale è positivo da entrambi i lati di a.
Un punto in cui f è continua e la concavità cambia da un lato all’altro è un punto di flesso (◇). Se lì esiste una tangente, la curva la attraversa: per la tangente in 0 è y = −3x e cambia segno in 0. Se f″ esiste in un flesso, vale 0, ma non basta come criterio. La funzione ha f″(0) = 0 senza flesso, mentre non ha f′ né f″ in 0 eppure vi passa da ∪ a ∩.
Una tangente orizzontale con la curva sopra da entrambi i lati forma una valle. Se e , f ha un minimo locale in c; se, sempre con derivata prima nulla, , un massimo locale.
Si può garantire che la curva resti da un solo lato di una tangente soltanto nell’intervallo di concavità della tangente stessa. Per , la tangente orizzontale in x = 1 incontra di nuovo la curva in x = −2; a sinistra di quel punto la curva sta sotto. La tangente è disegnata a tratto continuo nell’intervallo convesso x ≥ 0 e a puntini al di fuori.
I libri danno nomi diversi alle forme. In inglese ∪ si chiama convex o concave up, e ∩ concave o concave down. I libri cinesi usano 凹 e 凸 in entrambi i sensi. La pagina identifica le forme con ∪ e ∩, che non cambiano con il nome.
Da osservare
- Le tangenti corte sono equidistanti lungo la curva, non rispetto a x. Dove la curva è ripida e quasi rettilinea si allineano, mentre in fondo a una valle si aprono a ventaglio. L’angolo fra tangenti vicine è la rotazione totale lungo l’arco che le separa, non dφ/dx.
Controlli
- Premi su uno dei grafici per portare P a quella x. Con Corda attiva, trascina gli estremi della corda.
Concetti correlati
Per approfondire: Wikipedia: Concave function (Inglese); Wikipedia: Inflection point (Inglese); OpenStax, Calculus Volume 1, 4.5 Derivatives and the Shape of a Graph (Inglese).