Gli attrattori strani in questa visualizzazione
Un attrattore è un insieme a cui le orbite che partono nelle vicinanze si avvicinano sempre di più, restando vicine; si chiama strano quando ha una struttura frattale, che rivela nuovi dettagli a ogni ingrandimento. Alcuni autori usano il termine per qualsiasi attrattore caotico; qui indica quelli di tipo frattale. La pagina usa una stima positiva del massimo esponente di Lyapunov come indicazione numerica di caos ().
Ogni mappa di questa pagina è una regola che manda ciascun punto del piano in un nuovo punto, applicata ripetutamente: il tempo è discreto e un punto salta a ogni passo. L’immagine luminosa rappresenta una densità a lungo termine, cioè quanto spesso lunghe orbite cadono in ciascun pixel: una stima statistica di come viene visitato l’attrattore. Il bagliore e i colori sono soltanto effetti di visualizzazione.
Allungare, ripiegare, comprimere
Hénon (1976) costruì la sua mappa a partire da tre movimenti: curvatura , compressione e ribaltamento . Insieme danno . Curvatura e ribaltamento conservano l’area; la compressione la moltiplica per . Quindi, per , l’area di ogni regione diventa esattamente 0.3 volte quella precedente a ogni passo e, dopo 12 passi, ne resta , ancora positiva. Iterando indefinitamente la regione di intrappolamento si ottiene un insieme limite di area nulla. Le orbite vicine si separano in media esponenzialmente finché restano vicine (, risultato numerico), perciò una regione si trasforma in una fascia sempre più lunga e sottile che si ripiega su se stessa, ancora e ancora: strati.
Rilascia mostra i primi 12 passi di una regione di punti iniziali. I punti nel bacino dell’attrattore vi si avvicinano a lungo termine, in genere senza raggiungerlo in un numero finito di passi, quindi la fine dei 12 passi non è un arrivo; fanno eccezione i parametri degeneri: per la mappa di Ikeda manda ogni punto nel suo punto fisso in un solo passo. Dal quadrilatero di Hénon, per , nessun punto esce, perché la sua immagine è contenuta al suo interno; con altri parametri la regione iniziale può estendersi oltre la zona attratta, e quei punti fuggono. La mappa di Ikeda si scompone in torsione, contrazione (area ) e traslazione; quella di Clifford non si scompone in movimenti semplici.
Dopo i 12 passi, gli stessi punti proseguono per altre centinaia di passi e le loro posizioni di arrivo si sommano producendo luminosità. La pagina confronta i loro conteggi normalizzati con la densità a lungo termine su una griglia grossolana all’interno della vista attuale e riporta la differenza misurata. Una differenza piccola è un’osservazione numerica a quella risoluzione, non una dimostrazione che i punti abbiano raggiunto l’attrattore. Altre regioni iniziali possono avvicinarsi a un altro attrattore oppure fuggire.
Strati dentro altri strati
Vicino al punto di sella , la mappa linearizzata contrae una direzione di un fattore a ogni passo. Immergiti usa il reciproco, circa , per scegliere ingrandimenti successivi attorno a P. Questo permette di confrontare strati vicini a scale correlate. Il moltiplicatore descrive la direzione stabile locale; non dimostra che l’intera immagine si ripeta con uno zoom uniforme. Gli strati visualizzati sono campioni numerici finiti.
Una dimensione tra 1 e 2 misura la stratificazione. La dimensione di Kaplan–Yorke è circa 1.26 per l’attrattore di Hénon, mentre il conteggio dei riquadri alle scale raggiungibili da un computer dà valori tra circa 1.2 e 1.26. Sono due stime diverse, entrambe numeriche.
Caotico non significa strano
Molti poster intitolati “attrattore strano” usano mappe come quella di Clifford, che ripiegano il piano lungo le curve dove . I filamenti luminosi si trovano sulle immagini di quelle pieghe, le curve critiche: lì la densità si accumula. Per i parametri di questa pagina , quindi l’orbita è caotica, ma e il conteggio dei riquadri si avvicina a 2 alle scale calcolate; questi numeri non mostrano stratificazione, pur non dimostrando che l’attrattore riempia un’area. Esistono anche attrattori strani non caotici (Grebogi e altri, 1984).
Un’immagine al computer non può distinguere un attrattore strano da un ciclo di periodo molto lungo. Benedicks e Carleson (1991) dimostrarono che la mappa di Hénon ha attrattori strani per molti parametri vicini a con piccolo; per i valori classici non esiste una dimostrazione accettata. Misiurewicz (1980) dimostrò l’esistenza di attrattori strani per la mappa di Lozi in una regione dello spazio dei parametri che contiene ma non i valori usati dallo stesso Lozi. Tucker (2002) dimostrò che l’attrattore di Lorenz è un attrattore strano. Con , un solo passo porta ogni punto sulla retta , dove la mappa di Hénon è ; per questa è la mappa logistica in altre coordinate (, ).
Argomenti correlati
Per approfondire: Wikipedia: Attractor (Inglese); Wikipedia: Hénon map (Inglese).