Caos · mappe iterate

Attrattore strano

Un attrattore strano è un attrattore con struttura frattale: le orbite che partono vicino a esso vi si avvicinano sempre di più, e a ogni ingrandimento emergono nuovi dettagli.

Gli attrattori strani in questa visualizzazione

Un attrattore è un insieme a cui le orbite che partono nelle vicinanze si avvicinano sempre di più, restando vicine; si chiama strano quando ha una struttura frattale, che rivela nuovi dettagli a ogni ingrandimento. Alcuni autori usano il termine per qualsiasi attrattore caotico; qui indica quelli di tipo frattale. La pagina usa una stima positiva del massimo esponente di Lyapunov come indicazione numerica di caos (λ1>0\lambda_1 > 0).

Ogni mappa di questa pagina è una regola che manda ciascun punto del piano in un nuovo punto, applicata ripetutamente: il tempo è discreto e un punto salta a ogni passo. L’immagine luminosa rappresenta una densità a lungo termine, cioè quanto spesso lunghe orbite cadono in ciascun pixel: una stima statistica di come viene visitato l’attrattore. Il bagliore e i colori sono soltanto effetti di visualizzazione.

Allungare, ripiegare, comprimere

Hénon (1976) costruì la sua mappa a partire da tre movimenti: curvatura (x,y)→(x, y+1−ax2)(x, y) \to (x,\, y + 1 - a x^2), compressione (x,y)→(bx, y)(x, y) \to (b x,\, y) e ribaltamento (x,y)→(y,x)(x, y) \to (y, x). Insieme danno x′=1−ax2+y, y′=bxx' = 1 - a x^2 + y,\ y' = b x. Curvatura e ribaltamento conservano l’area; la compressione la moltiplica per ∣b∣|b|. Quindi, per b=0.3b = 0.3, l’area di ogni regione diventa esattamente 0.3 volte quella precedente a ogni passo e, dopo 12 passi, ne resta 0.312≈5.3×10−70.3^{12} \approx 5.3 \times 10^{-7}, ancora positiva. Iterando indefinitamente la regione di intrappolamento si ottiene un insieme limite di area nulla. Le orbite vicine si separano in media esponenzialmente finché restano vicine (λ1≈0.42\lambda_1 \approx 0.42, risultato numerico), perciò una regione si trasforma in una fascia sempre più lunga e sottile che si ripiega su se stessa, ancora e ancora: strati.

Rilascia mostra i primi 12 passi di una regione di punti iniziali. I punti nel bacino dell’attrattore vi si avvicinano a lungo termine, in genere senza raggiungerlo in un numero finito di passi, quindi la fine dei 12 passi non è un arrivo; fanno eccezione i parametri degeneri: per u=0u = 0 la mappa di Ikeda manda ogni punto nel suo punto fisso (1, 0)(1,\ 0) in un solo passo. Dal quadrilatero di Hénon, per a=1.4, b=0.3a = 1.4,\ b = 0.3, nessun punto esce, perché la sua immagine è contenuta al suo interno; con altri parametri la regione iniziale può estendersi oltre la zona attratta, e quei punti fuggono. La mappa di Ikeda si scompone in torsione, contrazione (area ×u2\times u^2) e traslazione; quella di Clifford non si scompone in movimenti semplici.

Dopo i 12 passi, gli stessi punti proseguono per altre centinaia di passi e le loro posizioni di arrivo si sommano producendo luminosità. La pagina confronta i loro conteggi normalizzati con la densità a lungo termine su una griglia grossolana all’interno della vista attuale e riporta la differenza misurata. Una differenza piccola è un’osservazione numerica a quella risoluzione, non una dimostrazione che i punti abbiano raggiunto l’attrattore. Altre regioni iniziali possono avvicinarsi a un altro attrattore oppure fuggire.

Strati dentro altri strati

Vicino al punto di sella P≈(0.6314, 0.1894)P \approx (0.6314,\, 0.1894), la mappa linearizzata contrae una direzione di un fattore μs≈0.156\mu_s \approx 0.156 a ogni passo. Immergiti usa il reciproco, circa 1/μs≈6.411/\mu_s \approx 6.41, per scegliere ingrandimenti successivi attorno a P. Questo permette di confrontare strati vicini a scale correlate. Il moltiplicatore descrive la direzione stabile locale; non dimostra che l’intera immagine si ripeta con uno zoom uniforme. Gli strati visualizzati sono campioni numerici finiti.

Una dimensione tra 1 e 2 misura la stratificazione. La dimensione di Kaplan–Yorke 1+λ1/∣λ2∣1 + \lambda_1/|\lambda_2| è circa 1.26 per l’attrattore di Hénon, mentre il conteggio dei riquadri alle scale raggiungibili da un computer dà valori tra circa 1.2 e 1.26. Sono due stime diverse, entrambe numeriche.

Caotico non significa strano

Molti poster intitolati “attrattore strano” usano mappe come quella di Clifford, che ripiegano il piano lungo le curve dove det⁡J=0\det J = 0. I filamenti luminosi si trovano sulle immagini di quelle pieghe, le curve critiche: lì la densità si accumula. Per i parametri di questa pagina λ1>0\lambda_1 > 0, quindi l’orbita è caotica, ma λ1+λ2>0\lambda_1 + \lambda_2 > 0 e il conteggio dei riquadri si avvicina a 2 alle scale calcolate; questi numeri non mostrano stratificazione, pur non dimostrando che l’attrattore riempia un’area. Esistono anche attrattori strani non caotici (Grebogi e altri, 1984).

Un’immagine al computer non può distinguere un attrattore strano da un ciclo di periodo molto lungo. Benedicks e Carleson (1991) dimostrarono che la mappa di Hénon ha attrattori strani per molti parametri vicini a a=2a = 2 con bb piccolo; per i valori classici a=1.4, b=0.3a = 1.4,\ b = 0.3 non esiste una dimostrazione accettata. Misiurewicz (1980) dimostrò l’esistenza di attrattori strani per la mappa di Lozi x′=1−a∣x∣+y, y′=bxx' = 1 - a|x| + y,\ y' = bx in una regione dello spazio dei parametri che contiene (1.75, 0.3)(1.75,\, 0.3) ma non i valori (1.7, 0.5)(1.7,\, 0.5) usati dallo stesso Lozi. Tucker (2002) dimostrò che l’attrattore di Lorenz è un attrattore strano. Con b=0b = 0, un solo passo porta ogni punto sulla retta y=0y = 0, dove la mappa di Hénon è x→1−ax2x \to 1 - a x^2; per a>0a > 0 questa è la mappa logistica in altre coordinate (a=r(r−2)/4a = r(r - 2)/4, r>2r > 2).

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Per approfondire: Wikipedia: Attractor (Inglese); Wikipedia: Hénon map (Inglese).