L’integrazione numerica in questa visualizzazione
Molti integrali non si possono calcolare tramite una primitiva. La primitiva di esiste, ma non ha un’espressione in funzioni elementari; i dati misurati non hanno nemmeno una formula. L’integrazione numerica stima usando soltanto valori di f. Si divide [a, b] in n intervalli di larghezza , si sostituisce f in ciascuno con una curva semplice p che passa per alcuni dei suoi valori e si sommano le aree con segno sotto p:
La regola del punto medio M traccia una retta orizzontale per , quella dei trapezi T la corda tra gli estremi, e quella di Simpson S la parabola per gli estremi e il punto medio: usa quindi 2n + 1 valori di f. Nel grafico p è gialla. La striscia inferiore disegna lo scarto , ingrandito; la sua area con segno è l’errore, cioè la somma meno l’integrale. I libri spesso chiamano questo procedimento Simpson con 2n sottointervalli; la somma è la stessa.
Su un intervallo di larghezza h, sviluppiamo f attorno al punto medio. L’errore del punto medio è circa , quello dei trapezi circa ; su intervalli piccoli il primo è quindi quasi −½ del secondo: per sin x con n = 4 sono +0.0523 e −0.1039. Ponderarli nel rapporto 2 : 1 annulla questo termine dominante e, infatti, esattamente. L’errore restante inizia con per intervallo. La striscia lo mostra: per tutte le funzioni qui presenti, lo scarto dei trapezi mantiene il segno, mentre quello di Simpson ha parti positive e negative che quasi si annullano.
La regola di Simpson è esatta anche per le cubiche, non soltanto per le quadratiche. Rispetto al punto medio, è dispari: il suo integrale sull’intervallo è 0, così come la sua somma di Simpson, perché i pesi 1, 4, 1 sono simmetrici. Per x³ su [0, 2] con un intervallo, la parabola è , chiaramente diversa da x³; eppure i due lobi dello scarto hanno aree −1/4 e +1/4, quindi , l’integrale esatto. Il termine è pari e non si annulla: per x⁴ una parabola dà 20/3 invece di 32/5, con uno scarto di 4/15.
Sommando gli intervalli, gli errori variano come potenze di 1/n. Per una f regolare il cui termine dominante dell’errore sia diverso da zero, raddoppiare n finisce per dividere gli errori del punto medio e dei trapezi per circa 4 (errore ∝ 1/n²), e quello di Simpson per circa 16 (∝ 1/n⁴). Per eˣ, l’errore di Simpson passa per 5.8 × 10⁻⁴, 3.7 × 10⁻⁵ e 2.3 × 10⁻⁶ quando n vale 1, 2, 4. Lo sviluppo richiede che f sia regolare. √x parte verticalmente da 0; nessuna parabola può riprodurre quella pendenza infinita e l’errore si divide solo per circa a ogni raddoppio, provenendo quasi tutto dal primo intervallo.
Cosa osservare
- L’integrale visualizzato è ricavato da una primitiva (2, e − 1, ln 2, 2/3, 4, 32/5): l’errore mostrato è quindi quello reale, non una stima.
- Con gli stessi 9 valori di sin x, Simpson su quattro intervalli si discosta da ∫₀^π sin x dx di 0.00027, mentre i trapezi su otto intervalli si discostano di 0.026.
Controlli
- Ruota n e cambia regola per vedere come varia lo scarto. La striscia riadatta ogni volta la scala: leggi quella alla sua sinistra.
- Premi n → ∞ per raddoppiare n fino a 64. Ogni riga registra l’errore e il fattore di riduzione rispetto alla riga precedente.
Concetti correlati
- Somma di Riemann
- Teorema fondamentale del calcolo
- Logaritmo naturaleIn programma
Per approfondire: Wikipedia: Simpson's rule (Inglese); OpenStax, Calculus Volume 2, 3.6 Numerical Integration (Inglese).