Probabilità e statistica · Intervallo di confidenza

Intervallo di confidenza

Un intervallo di confidenza al 95% è calcolato da un campione con un metodo che, ripetendo il campionamento, cattura il valore vero nel 95% dei casi. Qui ogni intervallo proviene da un campione di n valori; la linea blu è la vera media μ, e gli intervalli gialli la contengono oppure no.

Gli intervalli di confidenza in questa visualizzazione

Un intervallo di confidenza stima un numero ignoto, qui la media della popolazione μ\mu, mediante un intervallo calcolato da un campione. La regola che trasforma un campione in un intervallo è fissata in anticipo, e il suo livello di confidenza, per esempio il 95%, è la quota di campioni il cui intervallo contiene il valore vero. In questa pagina ogni campione consiste di nn estrazioni indipendenti da una popolazione normale con μ=50\mu = 50 e σ=10\sigma = 10; ogni riga della pila è l’intervallo di un campione, e la linea blu è μ\mu.

Perché non si può dire che un singolo intervallo abbia il 95% di probabilità di contenere μ\mu? Qui μ\mu è un numero fisso; ciò che cambia da campione a campione è l’intervallo. Prima dell’estrazione, la probabilità che il suo intervallo contenga μ\mu è del 95%; dopo l’estrazione, quell’intervallo contiene 50 oppure no. La fascia mostra perché la regola funziona quando σ\sigma è nota. L’intervallo xˉ±ME\bar x \pm \mathrm{ME} contiene μ\mu se e solo se ∣xˉ−μ∣≤ME|\bar x - \mu| \le \mathrm{ME}, cioè quando xˉ\bar x cade nella fascia μ±ME\mu \pm \mathrm{ME} della stessa ampiezza. Poiché Xˉ\bar X è normale con deviazione standard σ/n\sigma/\sqrt{n}, cade in quella fascia nel 95% dei casi quando ME=z∗σ/n\mathrm{ME} = z^*\sigma/\sqrt{n}. Attribuire una probabilità a μ\mu richiede una distribuzione a priori per μ\mu: si ottiene così un intervallo di credibilità bayesiano, una costruzione diversa.

Che cosa determina l’ampiezza? Con σ\sigma nota, la semiampiezza è il margine d’errore z∗σ/nz^*\sigma/\sqrt{n}, dove z∗z^* lascia metà della probabilità rimanente in ciascuna coda della normale standard. Ogni passo verso il 100% richiede più ampiezza del precedente: z∗z^* vale circa 1,645 al 90%, 2,576 al 99% e 3,29 al 99,9%, e nessun intervallo finito garantisce il 100%. L’errore standard della media è σ/n\sigma/\sqrt{n} (vedi distribuzione campionaria), quindi a livello fissato l’ampiezza diminuisce in proporzione a 1/n1/\sqrt{n}. La copertura non cambia con nn: il margine si misura sempre in unità della dispersione di xˉ\bar x.

Perché una σ\sigma ignota richiede tt? Sostituire σ\sigma con la ss del campione rende casuali sia il centro sia l’ampiezza. Un campione con ss piccola riceve un intervallo corto, quindi gli intervalli che mancano il valore vero si concentrano tra quelli corti. Con z∗z^*, la copertura è 2Fn−1(z∗)−12F_{n-1}(z^*) - 1, inferiore al livello scelto; Fn−1F_{n-1} è la funzione di ripartizione della tt di Student con n−1n - 1 gradi di libertà. Questa è la distribuzione di (Xˉ−μ)/(S/n)(\bar X - \mu)/(S/\sqrt{n}) per dati normali. Le sue code sono più pesanti di quelle della normale, quindi il suo quantile t∗t^* supera z∗z^*, e xˉ±t∗s/n\bar x \pm t^* s/\sqrt{n} copre esattamente al livello scelto. Correggere solo la media di ss non basta: s/c4s/c_4 stima σ\sigma senza distorsione, ma, usato con z∗z^* al 95% nominale, copre ancora soltanto l’89,5% circa dei casi per n=5n = 5. Al crescere di nn, ss si stabilizza vicino a σ\sigma e t∗t^* si avvicina a z∗z^*.

Cosa osservare

  • L’intervallo stima la media, non la dispersione dei dati. Con σ\sigma nota, n=25n = 25 e il 95%, in media solo circa il 31% dei valori di un campione cade nel proprio intervallo.
  • Quando la copertura reale del metodo è del 95%, la quota di intervalli che contengono il valore vero fra gli ultimi 100 oscilla con un errore standard di circa 2,2 punti percentuali; su 10 000 campioni è di circa 0,22 punti.

Comandi

  • La scala del livello segue la distanza dal 100%: 90%, 99% e 99,9% sono equidistanti, dove l’ampiezza cambia più rapidamente.
  • Fai clic su una riga della pila, oppure usa ↑ ↓ con il grafico attivo, per mostrare in alto il campione di quell’intervallo; un clic durante un’esecuzione la mette in pausa. Il livello e la formula ricalcolano gli intervalli degli stessi campioni; cambiare nn richiede nuovi campioni.

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