Probabilità e statistica · Distribuzione campionaria

Distribuzione campionaria

La distribuzione campionaria di una statistica è la distribuzione dei suoi valori su campioni indipendenti di dimensione n, estratti ripetutamente da una popolazione: un valore e un punto per campione. La differenza tra il suo centro e il valore vero è la distorsione; la sua deviazione standard è l’errore standard.

La distribuzione campionaria in questa visualizzazione

Una statistica è un numero calcolato da un campione, come la sua media o mediana. Estrai ripetutamente campioni indipendenti della stessa dimensione nn da una popolazione e calcola la statistica ogni volta: questi valori formano la sua distribuzione campionaria. Il valore atteso meno il valore vero è la distorsione; la deviazione standard è l’errore standard. I tre strati separano tre distribuzioni: la popolazione, i nn valori di un campione e la distribuzione campionaria, con un punto per campione.

Perché un campione resta largo mentre le medie si concentrano? Un campione è una copia approssimativa della popolazione: crescendo nn, la sua deviazione standard ss si stabilizza vicino a quella della popolazione, σ\sigma, invece di ridursi. La media di nn valori indipendenti si comporta diversamente: i valori sopra e sotto il centro si compensano in parte. Per ogni popolazione con varianza finita vale Var⁡(xˉ)=σ2/n\operatorname{Var}(\bar x) = \sigma^2/n, quindi l’errore standard della media è σ/n\sigma/\sqrt{n}. Quadruplicare la dimensione del campione lo dimezza. L’errore standard non è dunque la dispersione di un campione: indica quanto la media varierebbe da un campione all’altro. Il teorema del limite centrale spiega perché le medie assumono anche una forma a campana.

Perché la varianza campionaria si divide per n−1n - 1? Ogni campione soddisfa ∑(x−μ)2=∑(x−xˉ)2+n(xˉ−μ)2\sum (x - \mu)^2 = \sum (x - \bar x)^2 + n(\bar x - \mu)^2. La somma degli scarti al quadrato è minima quando si misurano dalla media del campione; è inferiore alla somma misurata dalla media vera di n(xˉ−μ)2n(\bar x - \mu)^2. In media, questa differenza è nn volte la varianza di xˉ\bar x, cioè esattamente σ2\sigma^2. Quindi ∑(x−xˉ)2\sum (x - \bar x)^2 vale in media (n−1)σ2(n - 1)\sigma^2; dividere per n−1n - 1 rende s2s^2 non distorto, mentre dividere per nn dà un difetto medio di σ2/n\sigma^2/n. La correzione vale solo per la varianza: poiché la radice quadrata è concava, ss continua a sottostimare σ\sigma in media (di circa il 6% con dati normali e n=5n = 5). Per il massimo la ragione è più semplice: nella popolazione uniforme ogni valore è inferiore a 100, quindi anche il massimo campionario è in media inferiore a 100.

La media stima sempre meglio il centro? Dipende dalla popolazione. In una popolazione simmetrica, media e mediana sono entrambe centrate sul centro vero, quindi è migliore quella con errore standard minore. Con dati normali, quello della mediana è maggiore: per nn grande è circa π/2≈1.25\sqrt{\pi/2} \approx 1.25 volte quello della media. Con dati di Laplace, dalle code più pesanti, è minore: nello stesso limite di grandi campioni, circa 1/2≈0.711/\sqrt{2} \approx 0.71 volte. Un valore estremo sposta la media ma quasi non muove la mediana, e le code pesanti producono spesso valori estremi. In una popolazione asimmetrica possono stimare numeri diversi: la popolazione esponenziale qui ha media 50 e mediana 40+10ln⁡2≈46.9340 + 10\ln 2 \approx 46.93.

Cosa osservare

  • I punti e le barre gialli provengono da una simulazione con seme fissato; le curve scure sono distribuzioni esatte, tratteggiate finemente quando sono calcolate numericamente. «La simulazione mostra uno scostamento» descrive solo questa esecuzione; la distorsione di una statistica è quella teorica.

Comandi

  • Cambiare statistica o divisore ricalcola gli stessi campioni, quindi l’esecuzione prosegue; cambiare nn o popolazione la azzera.

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