Le curve di Bézier in questa visualizzazione
Una curva di Bézier di grado n è definita da n + 1 punti di controllo : due punti danno un segmento, tre una curva quadratica, quattro la cubica dei programmi di disegno. Il suo punto , rosso nell’immagine, si ottiene prendendo ripetutamente la frazione t lungo ogni lato del poligono di controllo. Qui puoi spostare i punti, far variare t da 0 a 1 e osservare i segmenti della costruzione lasciare fili che delineano la curva.
Costruzione mostra i poligoni di ogni livello al valore attuale di t, ciascuno con un lato in meno del precedente. Scansione fa passare t da 0 a 1, lasciando fili della costruzione a intervalli uguali di t, colorati in base a t. La curva vera e propria è la linea sottile.
Scritta per esteso, la costruzione è una successione di medie pesate: l’algoritmo di de Casteljau.
Sviluppando i livelli successivi, ogni punto di controllo riceve una somma di prodotti di n fattori, ciascuno uguale a 1 − t oppure t. Per , ogni prodotto contiene un numero di fattori t pari a i, e ci sono prodotti di questo tipo, quindi
Questi pesi sono i polinomi di Bernstein, rappresentati nel piccolo grafico. Per non sono mai negativi e la loro somma è 1: perciò è una media pesata dei punti e la curva non esce mai dal loro inviluppo convesso. Spostando un punto di un vettore Δ, ogni punto della curva si sposta di , con lo spostamento maggiore vicino a . Quella parte della curva non è sempre la più vicina al punto di controllo.
A t = 0 ogni livello comincia in , quindi ; analogamente, . La curva passa per i due estremi e di solito non passa per gli altri punti. L’ultimo livello della costruzione è un unico segmento che, a meno che non si riduca a un punto, giace sulla tangente alla curva:
La curva parte dunque da in direzione di e arriva in dalla direzione di , a meno che i due punti a quell’estremo non coincidano. Ecco perché un programma di disegno mostra i punti intermedi di una cubica come maniglie che partono dagli estremi.
Ogni filo dell’ultimo livello che non si riduce a un punto è tangente alla curva nel punto che porta. Un filo del livello inferiore è tangente allo stesso modo alla curva definita da un numero minore di punti vicini. Così ogni famiglia di fili delinea una propria curva e le curve di grado inferiore appaiono all’interno del poligono. Delineare non significa avvolgere da un solo lato: dove la curva ha un flesso, attraversa la propria tangente e i fili si trovano da entrambe le parti. Se i tre punti di controllo non sono allineati, i fili di una quadratica corrispondono a un disegno fatto tendendo un filo tra due file rettilinee di chiodi, e la curva che delineano è una parabola.
La costruzione a t = s taglia anche la curva in due. I primi punti dei suoi livelli sono i punti di controllo del tratto da 0 a s, gli ultimi quelli del tratto da s a 1: Dividi mostra questi due gruppi. Dimezzando i tratti più e più volte, i loro poligoni si avvicinano alla curva. Eleva il grado procede nel senso opposto: un punto di controllo in più, la stessa curva e un poligono più vicino a essa. Un punto aggiunto premendo sull’immagine, invece, cambia la curva.
Paul de Casteljau elaborò la costruzione alla Citroën nel 1959. Pierre Bézier ottenne indipendentemente le stesse curve alla Renault e le pubblicò negli anni Sessanta.
Cosa osservare
- Passi uguali di t non corrispondono necessariamente a distanze uguali lungo la curva.
- La zona di colore più intenso non è la curva. È dove i fili si sovrappongono di più, e può trovarsi un po’ discosta dalla curva.
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Per approfondire: Wikipedia: Bézier curve (Inglese); Wikipedia: De Casteljau's algorithm (Inglese); Wikipedia: Bernstein polynomial (Inglese).